Fondazione Napoli Novantanove
 
 

2011

Italia unita?

"L'Unità d'Italia fu perseguita e conseguita - ha detto il Capo dello Stato nell'intervento a Genova del 5 maggio 2010- attraverso la confluenza di diverse visioni, strategie e tattiche, la combinazione di trame diplomatiche, iniziative politiche e azioni militari, l'intreccio di componenti moderate e componenti democratico rivoluzionarie. Fu davvero una combinazione prodigiosa, che risultò vincente perché più forte delle tensioni anche aspre che l'attraversarono…Ieri volemmo farla una e indivisibile, come recita la nostra Costituzione, oggi vogliamo far rivivere nella memoria e nella coscienza del paese le ragioni di quell'unità e indivisibilità come fonte di coesione sociale, come base essenziale di ogni avanzamento tanto del Nord quanto del Sud in un sempre più arduo contesto mondiale. Così, anche nel celebrare il 150°, guardiamo avanti, traendo dalle nostre radici fresca linfa per rinnovare tutto quel che c'è da rinnovare nella società e nello Stato".

Intervengono:
MARCO DEMARCO, autore di Terronismo, Rizzoli, 2011, ROMANO BRACALINI, autore di Brandelli d’Italia, Rubbettino, 2011, FRANCO PIPERNO, Università della Calabria
modera MATTEO COSENZA, direttore de Il Quotidiano della Calabria

5/8/2011

Omaggio a mimmo jodice

Dieci anni fa il lavoro sui luoghi del Grand Tour in Calabria per il Parco intitolato a Norman Douglas. Oggi il Louvre accoglie Mimmo Jodice, uno dei maggiori artisti italiani sulla scena della fotografia internazionale, con la personale Les yeux du Louvre dal 19 maggio al 15 agosto www.mimmojodice.it.
Noi vogliamo rendergli omaggio, con questo incontro, con la proiezione del video documentario a lui dedicato nella collana che comprende Basilico, Berengo Gardin, Fontana e Scianna, realizzata da Visioni d’Arte, in collaborazione con CONTRASTO, con il patrocinio della Cineteca di Bologna e presentato a Montreal, in rappresentanza dell’Italia, nel marzo scorso al Festival International du Film sur l’Art
Con MIMMO JODICE colloquiano il Soprintendente ai Beni Storici, Artistici e Etnoantropologici per la Calabria, FABIO DE CHIRICO e GIUSEPPE MERLINO, Università degli Studi di Napoli, Federico II.

7/8/2011

giovanni barracco patriota e collezionista

MADDALENA CIMA, direttrice del Museo di Scultura Antica Giovanni Barracco di Roma e MARTA PETRUSEWICZ, Università della Calabria, presentano il catalogo della mostra, Roma ..2010

Dal latifondo calabrese attraverso la formazione della nazione alla collezione dei frammenti d’arte
Barracco era una figura complessa: un uomo politico, deputato e senatore del Regno fin dalla nascita dell’Italia unita; poeta e scrittore; archeologo e collezionista di sculture antiche; studioso di sanscrito e di geroglifici egizi come della metrica di Carducci; un esteta raffinato che adorava la perfezione e venerava la forma; un alpinista da alta società, scalatore del Monte Bianco, del Monte Rosa e del Monviso, e co-fondatore, con Quintino Sella, del Club Alpino Italiano; un amico della regina Margherita, della diva Eleonora Duse e del mitico connaisseur d’arte Giovanni Morelli. 
L’uomo politico alla Camera, fu di certo una presenza notevole. Tra i collegi di Crotone, Catanzaro, Spezzano Grande e Santa Maria Capua Vetere, egli fu eletto, per la Destra storica, in tutte le successive legislature tra il 1861 e il 1886, data del suo ingresso al Senato, tranne la XIII, quando nel 1876, alle elezioni fu vittoriosa la Sinistra. Fu il Senato che Barracco sentì il luogo proprio, fu relatore di alcune leggi importanti: sui provvedimenti per i terremotati della Calabria e la Sicilia nel 1908; sulla tutela dei monumenti antichi di Roma nel 1888; sulla Tripolitania e la Cirenaica nel 1913; sul trattato di Losanna riguardo a Libia nel 1912. Da anziano, Barracco divenne una specie di memoria vivente del Senato, in qualche modo il suo portavoce solenne: nel 1911, quando si festeggiava a Roma il cinquantenario dell’Unità con l’inaugurazione della Mole Vittoriana, egli fu l’unico superstite della Commissione che proclamò Vittorio Emanuele re d’Italia; nel maggio 1898, nel cinquantesimo anniversario dell’inaugurazione del Parlamento Subalpino, fu lui a stendere e leggere nell’Aula Senatoria di Palazzo Madama l’Indirizzo rivolto al Re Umberto che evocava “i lieti giorni del nostro riscatto”; e fu ancora lui a leggere in nome del Senato, il 6 agosto 1900, l’Indirizzo alla “Sconsolata Regina!”, dopo l’assassinio del Re Umberto.. (Petrusewicz, dal catalogo della mostra “Giovanni Barracco, patriota e collezionista”, Roma, 2010) 

22/8/2011

1860

Regia, Alessandro Blasetti che ne ha curato anche la sceneggiatura con Emilio Cecchi e Guido Mazzucchi autore del racconto d’origine, Italia 1934
1860 è una delle opere più importanti di Blasetti, quasi unanimemente giudicata il suo capolavoro, considerato fra i film antesignani e anticipatori del neorealismo. Un film che affronta il Risorgimento da un punto di vista inedito, quello dei contadini siciliani, proponendo quindi un'interpretazione populista, allo scopo evidente di superare diffidenze nei riguardi di un processo considerato anche in ambito fascista prevalentemente élitario e "borghese". È chiaro che tale interpretazione ha il solo scopo di poter stabilire una continuità tra fermenti "rivoluzionari" risorgimentali e "rivoluzione" fascista (continuità esplicitamente decantata nel finale). Ciò non impedisce, tuttavia, a Blasetti di utilizzare il tema storico per la riscoperta di un paesaggio geografico e umano intriso di umori fortemente popolareschi e dialettali e reso con un realismo spoglio e efficace. L'impronta realistica del film di Blasetti era tanto forte e efficace che, nonostante il finale che univa in un abbraccio ideale camicie rosse garibaldine e camicie nere fasciste (finale fatto comunque sparire nelle copie in circolazione nel dopoguerra), esso continuò ad essere apprezzato anche dopo la caduta del fascismo come esempio di epica nazional-popolare, ricca di anticipazioni del neorealismo cinematografico.

12/8/2011

Senso

Regia, Luchino Visconti, aiuto registi Francesco Rosi e Franco Zeffirelli, con Massimo Girotti, Alida Valli, Rina Morelli, Italia 1954
Senso è sicuramente un capolavoro, ma anche uno di quei film che hanno segnato il dopoguerra e che hanno scatenato polemiche a non finire, almeno da quando fu presentato a Venezia nel 1954, insieme al Fellini di La strada, e non vinse quel Leone d'oro che in tanti volevano assolutamente che gli fosse attribuito. Al centro della lettura che Visconti fa del racconto di Boito a cui si è ispirato, c'è il ruolo dell'aristocrazia nel nostro Risorgimento. Visconti voleva mettere in scena proprio il «tradimento » delle classi nobili di fronte ai bisogni del popolo italiano: per il Pci e i suoi intellettuali era una verità incontestabile, per i partiti e gli intellettuali di governo era una tesi inaccettabile. Da cui polemiche, liti, interventi censori, che costrinsero Visconti a tagliare molte scene, e lunghi articoli sui giornali.

17/8/2011

Il Gattopardo

Regia di Luchino Visconti con Burt Lancaster, Claudia Cardinale, Alain Delon, Paolo Stoppa, Italia 1963,
Il Gattopardo tratto dall'omonimo romanzo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa, vincitore della Palma d'oro come miglior film al 16º Festival di Cannes è il secondo affresco storico del Regista dopo quel Grandioso Pamphlet Socialista che fu "Senso", dieci anni prima. e che indubbiamente gli è superiore. A differenza del romanzo di Tomaso di Lampedusa, il film fu un fiasco ai botteghini, ed era privo proprio del grande realismo sociale di "Senso" riletto come un'opera letteraria di Roth.
Tuttavia, il film mantiene un suo particolare fascino nella commistione tra Cinema e Letteratura, o anche nella commistione di generi, cosa inusuale per Visconti, come nella sequenza del lungo dialogo tra Don Fabrizio e Don Ciccio, che sembra rievocare il climax di un western Fordiano.
E proprio il film è o puo' essere attuale a seconda di come viene letto il romanzo omonimo. 
La figura del protagonista del film si ispira a quella del bisnonno dell'autore del libro, il Principe Giulio Fabrizio Tomasi di Lampedusa che fu un importante astronomo e che nella finzione letteraria diventa il Principe Fabrizio Salina, e della sua famiglia tra il 1860 e il 1910, in Sicilia (a Palermo e nel feudo agrigentino di Donnafugata / Palma di Montechiaro).

21/8/2011

Bronte

Regia, Florestano Vancini, con Ivo Garrani e Mariano Rigillo, Italia 1972. 
Bronte, cronaca di un massacro che i libri di storia non hanno raccontato, Sicilia. Dopo lo sbarco dei Mille, nell'entroterra siciliano si erano accese molte speranze di riscatto sociale da parte soprattutto della media borghesia e delle classi meno abbienti. A Bronte, sulle pendici dell'Etna, la contrapposizione era forte fra la nobiltà latifondista rappresentata dalla britannica Ducea di Nelson, dalla proprietà terriera, dal clero locale e dalla società civile. Ispirato a Libertà, novella poco nota di G. Verga, basato su documenti d'epoca, scritto con N. Badalucco, F. Carpi e Leonardo Sciascia, Vancini affronta l'argomento con serietà e impegno, espone i fatti con secca, implacabile precisione e raggiunge in alcuni momenti un dolente afflato epico. Lucida lezione di controinformazione storica, duramente attaccato da destra perchè parlava male di Garibaldi, ma anche da sinistra perché troppo riformista, suscitò un ampio dibattito tra storici, intellettuali, politici.

24/8/2011