Fondazione Napoli Novantanove
 
 

2005

dal 18 al 24 luglio Corso di Orientamento della Scuola Normale Superiore di Pisa

La prestigiosa Scuola Normale Superiore di Pisa organizza per il primo anno uno dei suoi corsi di orientamento estivi in Calabria.

Grazie alla collaborazione della Fondazione Napoli Novantanove e a Progetto Italia, società del gruppo Telecom Italia nata per promuovere iniziative culturali di assoluto livello, la Normale di Pisa porta a Camigliatello Silano cento tra i migliori allievi delle scuole superiori di tutta Italia, ed offre loro a titolo completamente gratuito, un'intensa settimana di incontri e lezioni con personaggi di spicco del mondo universitario, dell'impresa e della ricerca. Obiettivo: orientare gli studenti più promettenti ad una scelta di vita universitaria o professionale, convinta e consapevole.

18/7/2005

Architettura del paesaggio

l paesaggio e la storia hanno radici profonde: vanno aiutati a crescere e vanno coltivati.

Ogni ramo, ogni foglia sono parte viva e generosa di un mondo estremamente delicato e complesso.

Incontro con l'autore di In giardino non si è mai soli, diario di un giardiniere curioso, Feltrinelli, 2002/2005 e Il vero giardiniere non si arrende, cronache di ordinaria pazienza,Feltrinelli, 2003

Intervengono

Francesco Bevilacqua, presidente onorario WWF Calabria

Giuseppe Merlino, Università di Napoli

Paolo Pejrone, socio fondatore dell'Associazione Italiana di Architettura del paesaggio (Aiapp), presidente dell'Accademia piemontese del giardino.

9/8/2005

Emigrazione

Intervengono

Vittorio Cappelli, Università della Calabria

Vincenzo Gentile, studioso della prima grande emigrazione sangiovannese

Salvatore Inglese, Psichiatria Transculturale e di Comunità, Dipartimento Salute Mentale ASL 7 Catanzaro

Bruno Mainieri, studioso di storie moranesi

proiezione di foto di saverio Marra, per gentile concessione del Museo Demologico di San Giovanni in Fiore

12/8/2005

Emigrazione cinema teatro

Presentazione del volume di Giuliana Muscio, prefazione di Emilio Franzina, Bulzoni, 2004

Non erano poche le Little Italies americane, affollate di emigrati italiani che, tra la fine del secolo e la seconda guerra mondiale, soprattutto a New York, si erano ricostruiti un loro mondo culturale, creando un ambito di spettacolo vivace e tuttora inesplorato. Questi "italiani all'estero" non sono solo patetiche vittime di difficili condizioni sociali, ma i creatori di una cultura dello spettacolo, che rifiuta l'assimilazione come assorbimento, rivendicando una regionalità non affermabile nell'Italia fascista, e radicandosi nelle tradizioni antiche e versatili del teatro italiano.

18/8/2005

Storia letteratura antropologia

Presentazione del volume di Vito Teti, introduzione di Pedrag Matvejevic', Donzelli, Roma, 2004

Una narrazione appassionata dell'incastrarsi di sguardi molteplici sui borghi abbandonati, sui riti e le feste nate per conservare un legame tra i paesi vecchi e quelli nuovi, sorti a pochi chilometri di distanza o, a causa dell'emigrazione, in altri continenti.

I centri antichi - e ciò che di essi rimane - sono descritti, di volta in volta, attraverso gli sconvolgimenti di una natura forte, più forte della storia che si manifesta nei terremoti e nelle alluvioni; ma anche attraverso gli ultimi abitanti, la gente dispersa nei paesi doppi e in mille "nonluoghi", i personaggi leggendari e mitologici che animano paesi, boschi, grotte e fiumare. O, ancora, attraverso i tanti intellettuali che ci hanno trasmesso il loro sentimento dei luoghi.

Intervengono

Fulvio Mazza, giornalista e saggista

Vito Teti, Università della Calabria

Francesca Viscone, giornalista e scrittrice

22/8/2005