la ceramica

l´oreficeria

il legno

i profumi

La tessitura vanta tradizioni antichissime. Diffusa ancora oggi su quasi tutto il territorio regionale, con caratterizzazioni che variano da zona a zona – nelle materie nei colori nei punti, é forse la produzione artigianale che meglio di altre rappresenta le diverse "anime" culturali della regione. Fino agli inizi del Novecento, la filatura della lana, antichissima soprattutto nel cosentino, era un´attivitá domestica, che si svolgeva nell´ambito familiare: moltissime le famiglie, e non solo quelle contadine, che possedevano un telaio (che, in genere, faceva parte della dote della sposa) e che producevano tessuti per abiti, biancheria, coperte, arazzi, cuscini, drappi. Altrettanto importante e prestigiosa, soprattutto nel catanzarese e nel reggino, la lavorazione della seta, che giá nel Seicento era sviluppata su scala industriale, come leggiamo in un testo agiografico dell'epoca:
Nella cittá di Reggio in Calabria pendono tutti, et in particolare la nobiltá da un filo delicatissimo di seta, perché il nervo principale delle loro rendite consiste nell´artificio di quel verme, che si pasce di fronde, per produrre prezioso frutto al mantenimento de´suoi padroni.
Dopo l´Unitá d´Italia, l´attivitá entró in crisi a seguito della concorrenza straniera: le estese piantagioni di gelso furono sostituite da agrumeti e la lavorazione si ridusse a livello familiare. Di particolare importanza infine, soprattutto nelle zone a economia pastorale, la ginestra, che veniva lavorata per ogni tipo di tessuto necessario all´abbigliamento, al lavoro, alla casa. Oggi, a causa dei tempi lunghissimi di trasformazione, viene lavorata assai limitatamente.

Tecniche di lavorazione e disegni
Le tecniche con cui vengono lavorati i tessuti, come pure i procedimenti per la tintura, sono pressochè gli stessi d`un tempo: ancora oggi si adoperano monumentali telai in faggio ed ancora oggi le tele vengono bollite in infusi di prodotti vegetali – melograno, castagne, pini, acini d`uva spremuti – a seconda del colore che si intende dare alla fibra.
Le figure rappresentate, i cui disegni soprattutto nel passato erano custoditi gelosamente dalle donne, evocano temi ed immagini delle diverse culture che hanno scandito la storia della Calabria: i disegni geometrici – la cosiddetta greca e le zampe di cavallo – sono un evidente richiamo alla civiltá magnogreca; le immagini allegoriche di animali sono tipici della cultura araba; molti motivi naturalistici – i grandi prati fioriti o le distese di stelle, la grasta, il mazzetto spinato, la vigna anticarosa spampinata – che dominano le coperte dei corredi nuziali, sono invece tipici della cultura contadina silana.
I colori sono forti, esplosivi ed appariscenti. Accesissimi i rossi, i blu e i viola, caldissimi i gialli ed i verdi.
Le coperte, a sfondo bianco, giallo o rosso, sono ricamate con motivi floreali, riprodotti con sapiente ricerca da antichi documenti, o con motivi cinquecenteschi fiorentini, veneziani, siciliani. Misurano di solito 265 x 265 cm. Ogni coperta ha un motivo centrale ed un motivo laterale derivato. Identici motivi, in proporzione più piccoli, corrono sul bordo, anch´esso tessuto. Tra i vari tipi, quelle "a vigna", che raffigurano grappoli e pampini; quelle "a gigliata", con intrecci di gigli e rose; quelle "a garofano", con mazzi di fiori variamente colorati; quelle "a ferro di cavallo", a due soli colori e con una greca sul bordo.

I principali centri di produzione
Si segnalano in particolare Longobucco, famosissima per le sue stupende sete; San Giovanni in Fiore, dove é ancora fiorentissima la produzione di tappeti e coperte tessuti a mano; ed infine Tiriolo, specializzato nella produzione dei cosiddetti "vancali", bellissimi scialli in seta o in lana, a fondo nero, con fasce coloratissime.
telaio artigianale
Foto di Giuliano Di Cola



pulitura della ginestra
Foto di Antonio Renda



telaio artigianale