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La produzione ceramica è certamente la più rilevante della regione. Grazie alla
particolarità delle argille locali e più ancora ai processi di lavorazione
artigianale, le ceramiche calabresi si caratterizzano per un cromatismo speciale, difficilmente
riscontrabile altrove, e per l´intensa espressività dei soggetti. Famosissime le maschere apotropaiche – in cui è possibile riconoscere le espressioni più classiche ed antiche del teatro greco – ed i cosiddetti babbaluti, ovvero bottiglie la cui parte superiore ha la forma di una testa che in passato aveva le sembianze di colui da cui ci si voleva difendere: il saraceno, il turco, lo spagnolo. Innumerevoli gli oggetti ancora in produzione: brocche, anfore a forma di ciambella con due manici simmetrici che simboleggiano la fertilità, boccali, e forme diverse di recipienti e vasi: salaturi, quartarelle, orialori, porroni e cuccume. I principali centri di produzione Il centro più attivo è Seminara, in provincia di Reggio Calabria, famoso ben oltre i confini regionali per la produzione dei cosiddetti "babbaluti" e, di manufatti dalle forme più svariate in cui è fin troppo evidente l´influenza della cultura magnogreca. |
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