i naufragi sogni in fondo al mare |
|||||||
|
L'oceano era un incubo, per chi non l'aveva mai visto. Tanto più che i santuari erano pieni di ex-voto con navi in balia delle tempeste. Da chi era già nelle Meriche arrivavano lettere come quella (scovata da Emilio Franzina) del veneto Francesco Costantin: "Non trovo parole adeguate per descriverle per l'intiero lo sconvolgimento del piroscafo, i pianti i rosari e le bestemie di coloro che hanno intrapreso il viaggio involontariamente, in tempo di burrasca. Le onde spaventose si innalzano verso il cielo, e poi formano valli profonde, il vapore è combattuto da poppa a prua, e battuto dai fianchi". |
|