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i più linciati dopo i neri

La xenofobia anti-italiana ha avuto fiammate qua e là finite in sanguinose cacce all'uomo. Dove abbiamo pagato il prezzo più alto è stato però negli Usa: coi cinesi, siamo stati i più linciati dopo i neri. Erano così tanti i nostri emigrati uccisi e umiliati da indennizzi ridicoli che un giornale pubblicò un'amara vignetta in cui il segretario di stato americano diceva: "Costan così poco questi italiani che val la pena di linciarli tutti". Ogni occasione era buona: nel 1891 a New Orleans 11 italiani furono massacrati da 20 mila manifestanti che avevano assaltato il carcere accusandoli di essere colpevoli di un omicidio dal quale erano sati assolti

 

 

Kalgoorlie, birra e sangue

Era l'Australian Day del 1934, i cercatori d'oro che lavoravano nelle miniere d'oro di Kargoorlie, a 500 chilometri da Perth, avevano bevuto troppo. Bastò una scintilla, una banale lite finita tragicamente, perchè gli anglosassoni scatenassero tre giorni di devastazioni bruciando e distruggento tutto ciò che era italiano o apparteneva agli slavi, considerati "soci degli Italiani". I morti furono tre, i feriti decine, i danni incalcolabili.

 

Angelo Ficarotta e Costanzo Albano, linciati a Tampa, Florida, nel 1910

Kalgoorlie, 1934: le macerie dell'hotel Gianatti ("Cammina per me, Elise" di Flavio Lucchesi)