| la cabina di terza classe | ||||||||
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Ricostruire una camerata di terza classe era impossibile: erano troppo grandi, quei dormitori, per sistemarli nella Nave della Sila. Il fumaiolo centrale ospita però tracce di quelle che erano quelle camerate. Le cuccette di ferro a castello col numero dell'ospite, i poveri bagagli personali ammucchiati da una parte, il buio, il rumore dei motori, il senso di oppressione... Quanto basta per capire come fosse duro viaggiare,in quelle condizioni. Scrisse Edmondo De Amicis: "Il Commissario, che era sceso più volte nei dormitori, ci fece delle descrizioni da stringere il cuore e da vincer lo stomaco. Aveva visto là sotto delle masse intricate di corpi umani, gli uni sopra e a traverso agli altri, con le schiene sui petti, coi piedi contro i visi, e le sottane all'aria; viluppi di gambe, di braccia, di teste coi capelli sciolti, striscianti, rotolanti sul tavolato immondo, in un'aria ammorbata, in cui d'ogni parte suonavano pianti, guaiti, invocazioni di santi e grida di disperazione". |
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