| CAMPAGNA DI INFORMAZIONE
per la RACCOLTA DIFFERENZIATA
A questo punto basta lamentarsi! Ricominciamo da capo e quindi dalla raccolta differenziata e da una campagna di informazione martellante e di forte impatto mediatico per la popolazione, evidentemente non ancora preparata a comprenderne l’assoluta necessità.
Il progetto è ambizioso, ma pensiamo che solo mirando molto in alto nelle aspettative di risultati,
solo così si potrà prevedere di raggiungere almeno il minimo necessario perché la raccolta sia davvero “differenziata”. La campagna esseOesse si dovrebbe articolare in più fasi:
- annuncio pubblico del progetto e di tutte le sue fasi
- commissionare ad una grande agenzia pubblicitaria una campagna di informazione di grande impatto, con due tipi di spot, uno di 6/7 minuti in cui si spiega il perché e come il cittadino deve collaborare, da presentare e proiettare in tutti i luoghi istituzionali e a tutte le categorie che avranno il compito di diffonderlo (comuni, istituzioni, scuole, parrocchie, municipi, ASL ecc) e uno di 2/minuti da trasmettere in maniera ossessiva nei primi mesi su tutte le reti radio e televisive locali
- pubblicità sui giornali locali, compresi quelli gratuiti e, allo stesso tempo, richiesta ai media di collaborazione a sostegno della campagna di informazione.
- contemporaneamente la raccolta DEVE necessariamente cominciare a funzionare in maniera visibile!! e in giorni prestabili.
- creazione di un sito web interattivo e di un numero verde presidiato costantemente al quale i cittadini possono rivolgersi per informazioni sull’intero processo della raccolta e del conseguente riciclo, oltre alle lamentele per eventuali (probabili) disservizi.
- con l’Ufficio Scolastico Regionale, si lancia un concorso alle scuole sul tema in cui si invitano i ragazzi produrre un lavoro:cartaceo, grafico, audiovisivo, uno spot ecc, con la previsione di una grande mostra finale, da far girare in Italia
- si lancia una gara tra le municipalità, con la collaborazione dei vari rappresentanti istituzionali, e di cui ovviamente sono parte attiva le scuole, le parrocchie, le famiglie,gli esercizi commerciali ecc. di quel quartiere
- ecc.ecc
Questa, che deve essere una vera e propria mobilitazione cittadina, acquista inoltre un valore aggiunto, quello di esercitazione alla formazione di una coscienza civica, così lontana da molti di noi. Non è più solo una campagna di sensibilizzazione per la raccolta differenziata, ma molto di più. E’ uno strumento educativo in cui, in ognuna delle sue parti, viene svolta una esercitazione civica collettiva che, anche se i risultati non dovessero essere ottimali, servirebbe a far sentire i cittadini di essere stati parte attiva, chiamati alla responsabilità di un progetto comune per la propria città in un momento di crisi. E’ comunque fondamentale che si raggiungano dei risultati perché non ci si deve sentire “sconfitti”. Sarebbe gravissimo! La città ha già vissuto un periodo di grandi attese e speranze e di forti delusioni. Non può subirne ancora. Importante perché questo avvenga che, sin dall’inizio, venga vissuto all’interno e percepito all’esterno come una risposta di orgoglio di una città ferita e mortificata.
E’ evidente però che, davanti a questo tipo di impegno, si chiede ai responsabili della raccolta differenziata non solo che non vengano meno, ma che si sentano e appaiano anch’essi l’altra parte “attiva” della città nuova.
Mirella Barracco
Fondazione Napoli Novantanove
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