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Morano
  conduzione del bestiame

Un esempio indicativo dei sistemi di conduzione del bestiame ovino e caprino in vigore nell'Ottocento Ŕ fornito dal contratto esposto nella sezione.

Si tratta di una forma di s˛ccida parziaria, che prevedeva l'attribuzione della terza parte della lana e dei prodotti del latte al pastore, a carico del quale era anche il terzo delle spese.

Coloro con cui i proprietari stipulavano contratti di tal genere solitamente non erano semplici pastori, ma massari, che spesso erano in possesso di un numero sia pure esiguo di capi e, talvolta, anche di uno o pi¨ appezzamenti di terra.

Dal contratto Ŕ anche possibile conoscere l'entitÓ dei salari che venivano corrisposti a metÓ dell'Ottocento nell'ambito della pastorizia: nel corso di un anno, ad esempio, un massaro, o un forese (il forese era per lo pi¨ il pastore che sottostava al massaro e che, talvolta, guidava altri pastori), addetto alla custodia del gregge, percepiva undici ducati, dodici tomoli di prodotti di vario genere e sei rotoli di formaggio. Diverso il salario corrisposto ai semplici pastori, pari ad un carlino (ossia dieci grana) per capo.

Agli inizi del Novecento il guadagno annuo dei massari era di 500-600 lire, quello dei pastori di 350-450 lire e quello dei garzoni di 250-350 lire. Sia gli uni che gli altri avevano diritto al latte ogni giorno. Quanto all'affitto degli ovini, esso avveniva in ragione di una lira per capo.

Tra le due guerre, i sistemi di conduzione del bestiame continuarono ad essere caratterizzati dalla presenza, ad un tempo, dell'affitto e della s˛ccida parziaria.
un gruppo di pastori moranesi ritratti in pausa di lavoro
la foto Ŕ del 1979

 
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