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  Vita religiosa e sociale

Alla vita religiosa e sociale delle classi popolari calabresi è dedicata nel museo una sezione ad hoc.

La religiosità popolare in Calabria si manifesta in molti modi. Per comprenderne il contenuto, occorre innanzitutto analizzare tutte quelle espressioni che la cultura popolare ritiene religiose, ed in modo particolare le preghiere e i canti - dalle forme espressive assai antiche, risalenti alle laudes medievali o addirittura all'innografia latina e bizantina, solitamente accompagnati dall'organetto - ma anche i racconti, le feste in onore dei santi patroni, le pratiche contro il malocchio.

Anche le feste in onore del protettore hanno un valore profondo e un'origine antichissima. La maggior parte vengono celebrate per ricordare lo scampato pericolo dai frequenti e violenti terremoti o dalle lunghe carestie che nei secoli passati hanno afflitto la regione.

Comunque, le principali ricorrenze festive restano quelle legate ai riti del Natale e della Pasqua. Molto seguite, in particolare, le cerimonie della Settimana Santa, soprattutto quelle del Venerdì Santo, che si concludono ancora oggi con struggenti processioni e manifestazioni popolari, accompagnate dal suono della raganella, usata al posto delle campane. Un esemplare assai antico è esposto nel museo.

Alla Pasqua sono connessi anche apparati effimeri, come la cosiddetta palma, anch'essa esposta, con i dolciumi che vengono donati ai bambini.

Anche il Natale è una festività molto sentita. L'apertura dei riti del Natale è affidata alla tradizionale novena di preparazione e si protrae fino all'Epifania. Il suono della zampogna accompagnava le nenie natalizie che si diffondevano per le strade dei paesi al mattino presto o alla sera, per tutti i giorni della novena, suonando le ninne.
organetto
strumento musicale a forma di cassetta con tastiera, mantice e impugnatura in pelle, databile alla prima metà del XX secolo

 
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