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Morano
  colono

All'interno della sezione dedicata ai lavoratori agricoli, un'attenzione particolare è stata riservata alla presentazione di una forma particolare di conduzione della terra, la colonia, e la mezzadria in particolare, che si sviluppa nelle campagne moranesi sul finire del XIX secolo.

Dai testi illustrativi si apprende che l'impulso alla sua diffusione venne dall'emigrazione transoceanica, che, provocando una rarefazione della mano d'opera e, conseguentemente, un aumento dei salari, indusse gran parte dei proprietari a preferire l'affidamento al mezzadro alla coltivazione in economia dei propri fondi.

Un ulteriore impulso allo sviluppo della colonia venne poi dall'insediamento nelle campagne moranesi, a partire dal 1906, di contadini provenienti dalle Marche, grazie al quale si sviluppò un regime colonico che presenta tutte le caratteristiche della mezzadria classica, tra cui la residenza stabile della famiglia contadina sul podere.

Ad una famiglia marchigiana stabilitasi nelle campagne moranesi nel 1924 si deve, tra l'altro, un'importante innovazione nell'ambito degli strumenti del lavoro agricolo: l'introduzione dell'aratro monovomere con avantreno, che la famiglia portò con sé dalle Marche. L'esemplare, forse l'unico ad essere stato utilizzato nelle campagne moranesi, è esposto nel museo.

La foto qui proposta, degli anni Trenta del XX secolo, ritrae una famiglia colonica di origine marchigiana durante la mietitura. Ne è autore Ottorino Rocco, proprietario dell'azienda agricola, ubicata in contrada Foce, in cui risiedeva la famiglia.
una famiglia colonica di origine marchigiana durante la mietitura
anni Trenta del XX secolo



 
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